APPROFONDIMENTO / Energia

La molla e il bariletto: da dove arriva l’energia

Come si accumula l’energia in un orologio meccanico, perché la sua forza cambia mentre si scarica e che cosa significa davvero la riserva di carica.

3 min di lettura17 fontiFonti consultate il 12–29 ottobre 2026

Come funziona

Movimento meccanico con i ponti rimossi: tre ruote dorate a raggi e un grande bariletto color acciaio sulla platina dorata.

Ponti rimossi: il bariletto color acciaio, che contiene la molla motrice, e le ruote dorate del treno che portano l’energia verso lo scappamento.

Il percorso dell’energia è sempre lo stesso. La corona o il rotore caricano la molla; il bariletto la conserva; il treno delle ruote la trasmette; lo scappamento la distribuisce a piccoli impulsi al bilanciere; le lancette mostrano il risultato.1

La molla motrice è una lama d’acciaio avvolta a spirale dentro il bariletto, un tamburo cilindrico con coperchio. L’estremità interna è agganciata all’albero, quella esterna alla parete del tamburo. Il bariletto è dentato e ingrana con il primo pignone del treno: mentre la molla si distende, lo fa ruotare e muove tutto il movimento.2

Fu proprio la molla, nel XVI secolo, a rendere l’orologio portatile: un orologio a peso dipende dalla discesa di una massa sospesa, una molla si può caricare e chiudere dentro la cassa.3

La forza non è costante

Una molla appena caricata spinge più di una quasi scarica: la coppia trasmessa al movimento cambia lungo la riserva. Per un oscillatore questo significa impulsi diversi e quindi ampiezze diverse.4

La risposta storica è la fusée: un cono con una scanalatura elicoidale collegato al bariletto prima da un cordoncino di budello e poi, intorno al 1640, da una catena. A molla carica la catena tira sul raggio piccolo del cono, a molla scarica su quello grande: la coppia che arriva al movimento resta più uniforme. Breguet usa ancora questo sistema nella Tradition 7047.5,6

Il remontoir d’égalité affronta lo stesso problema in un altro modo: una piccola molla intermedia, posta prima dello scappamento, si ricarica e si scarica in cicli brevissimi, nel Chronomètre FB 2RES di Ferdinand Berthoud ogni secondo. Il bilanciere riceve così sempre la stessa forza.7

Uno o due bariletti

Raddoppiare i bariletti non significa automaticamente raddoppiare le ore. Collegati in serie allungano l’autonomia; in parallelo si scaricano insieme e sommano la forza; con due alimentazioni indipendenti separano il consumo delle complicazioni da quello del tempo.8,9,10

Conta anche quanto bene l’energia arriva al bilanciere. Nel 9SA5 Grand Seiko combina due bariletti e uno scappamento a doppio impulso che riduce le perdite: il risultato sono 80 ore di autonomia a 5 Hz.11,12

Tre modi di usare due bariletti, con gli obiettivi dichiarati dai costruttori.
CalibroCollegamentoObiettivo
Patek Philippe 28-20/222 (2009)In serie240 ore di riserva, dieci giorni
Jaeger-LeCoultre Duometre (2007)Due alimentazioni indipendentiSeparare tempo e complicazioni
Patek Philippe 30-255 PS (2021)In paralleloPiù coppia in 2,55 mm di spessore

Fonti della tabella8,10,9

Consigli pratici

In pratica, con il tuo orologio

  • La riserva dichiarata si conta da carica completa: circa 72 ore per il Seiko 6R55, circa 45 per gli 8R46/8R48, che consumano di più se il cronografo resta in funzione a lungo.13,14
  • Un orologio tolto dal polso non è per forza carico al massimo: se si ferma prima della riserva dichiarata, prima di sospettare un guasto ricaricalo completamente e riprova.14
  • Da molla completamente scarica alcuni movimenti non ripartono al primo giro di corona: la forza iniziale può non bastare. Dai qualche giro in più prima di giudicare.15
  • Lo stato della molla non si vede dall’esterno: si valuta aprendo il bariletto durante la revisione.2

Domande frequenti

Quanto dura la carica di un orologio meccanico?
Dipende dal calibro e si misura da carica completa: circa 45 ore per i Seiko 8R46/8R48, circa 72 per il 6R55, 80 per il Grand Seiko 9SA5.14,13,11
Si può rompere la molla caricandola troppo?
Su un manuale ci si ferma alla resistenza di fine carica, senza forzare. Negli automatici una brida slitta sulla parete del bariletto quando la molla è carica, proprio per evitare il sovraccarico.6,16
Perché il mio orologio si ferma prima della riserva dichiarata?
Spesso perché non era carico al massimo: la riserva si conta da carica completa. Se si ferma anche dopo una carica piena, è un segnale da far controllare.14,17

Fonti

  1. FHH — Come funziona un orologio meccanico
  2. FHH — Bariletto
  3. Seiko Museum — Cronologia degli orologi meccanici
  4. Ferdinand Berthoud — The art of fusee-and-chain transmission, 2020
  5. FHH — Fusée
  6. Breguet — Manuale Tradition 7047
  7. Ferdinand Berthoud — Chronomètre FB 2RES: remontoir a un secondo
  8. Patek Philippe — Referenza 5101R, comunicato 2009
  9. Patek Philippe — Calatrava 6119 e calibro 30-255 PS, comunicato 2021
  10. Jaeger-LeCoultre — Duometre: storia e doppia alimentazione
  11. Grand Seiko — Calibro 9SA5, scappamento e bariletti
  12. Grand Seiko — Capitolo 13: Dual Impulse Escapement
  13. Seiko — Calibro 6R55
  14. Seiko — Manuale 8R46/8R48
  15. Grand Seiko — Manuale 9S64/9S63
  16. American Watchmakers Institute — Joseph Rugole, Watch Adjustments, Horological Times, novembre 1979, pp. 34–37
  17. Seiko — Perché revisionare