APPROFONDIMENTO / Complicazioni

Il datario: come un orologio sa che giorno è (e perché a volte sbaglia)

Dalla finestrella della data al calendario perpetuo: come funziona il meccanismo che fa scattare la data a mezzanotte, la sua storia dai brevetti dell’Ottocento al Datejust, e perché non bisogna mai regolare la data alle dieci di sera.

7 min di lettura7 fontiFonti consultate il 12–29 ottobre 2026

Come funziona un datario

Le lancette di un orologio sono mosse da un piccolo treno di ingranaggi chiamato minuteria. La ruota delle ore, quella che porta la lancetta corta, compie un giro ogni 12 ore. Per avere un ingranaggio che giri una volta al giorno basta dimezzarne la velocità: è la ruota delle 24 ore, detta anche ruota trascinatrice della data.

Questa ruota porta un piccolo dito. Per gran parte della giornata il dito gira a vuoto. Poi, nelle ore che precedono la mezzanotte, comincia a spingere uno dei 31 denti del disco della data, un anello sottile stampato con i numeri da 1 a 31 che gira sotto il quadrante. Quando il dente è stato spinto abbastanza, una molla a forma di becco, il saltarello, lo fa scattare in posizione e lo blocca lì fino al giorno dopo. Il numero successivo compare nella finestrella.

Secondo il modo in cui avviene questo scatto si distinguono tre famiglie:

Tipo di scattoCome funzionaChe cosa si vede
TrascinatoIl dito spinge il disco lentamente per un paio d’oreFra le 22 e mezzanotte circa la data è «a metà» nella finestrella
Semi-istantaneoIl dito spinge per un tratto, poi il saltarello completa lo scattoLa data cambia in pochi minuti intorno alla mezzanotte
IstantaneoUna molla si carica per ore e si scarica di colpo a mezzanotteLa data cambia in un istante

Lo stesso principio, con un secondo disco a 7 denti, muove l’indicazione del giorno della settimana nei modelli day-date.

La correzione rapida

Nei primi datari l’unico modo per cambiare la data era far girare le lancette: due giri completi del quadrante per ogni giorno. Per passare dal 2 al 30 servivano dunque 56 giri. Nella seconda metà del Novecento si diffuse la correzione rapida (quickset): estraendo la corona di un primo scatto, un ingranaggio supplementare agisce direttamente sul disco della data, che avanza di un giorno a ogni rotazione della corona.

È proprio questo dispositivo che rende importante l’orario a cui si fa la correzione. Fra le 21 e l’una circa, il dito della ruota delle 24 ore è già in presa sui denti del disco. Se in quel momento si forza il disco con la correzione rapida, si possono piegare o rompere il dito, i denti o il saltarello. Seiko lo scrive chiaramente nei manuali dei suoi automatici: non regolare la data fra le 21 e l’una, perché il cambio del giorno seguente potrebbe non avvenire e il meccanismo potrebbe danneggiarsi.

Mesi corti e anni bisestili

Orologio Mathey-Tissot «Calamatic» del 1947 con calendario completo e fasi lunari.

Il Mathey-Tissot «Calamatic» del 1947: giorno, mese, data con lancetta centrale e fasi lunari.

Il disco della data ha 31 numeri e avanza sempre di uno al giorno: non «sa» quanti giorni ha il mese. Un datario semplice, quindi, passa dal 30 aprile al 31 aprile, e dal 28 febbraio al 29, 30 e 31 febbraio. Per questo i manuali raccomandano di correggere la data alla fine di febbraio e dei mesi di 30 giorni: cinque volte l’anno.

Per evitarlo gli orologiai hanno inventato complicazioni sempre più ingegnose:

  • Calendario completo (o triplo). Mostra giorno, data e mese, spesso con le fasi lunari. Ma non conosce la lunghezza dei mesi: va corretto come un datario semplice.
  • Calendario annuale. Un sistema di camme e leve riconosce i mesi di 30 e di 31 giorni e salta automaticamente dal 30 all’1 quando serve. Si corregge una sola volta l’anno, alla fine di febbraio. Patek Philippe ne ha presentato una versione da polso nel 1996.
  • Calendario perpetuo. Una camma che compie un giro ogni quattro anni, detta camma dei mesi, «conosce» anche febbraio e gli anni bisestili. Non va corretto fino al 2100, che secondo il calendario gregoriano non sarà bisestile.

Le fasi lunari meritano una nota. Il mese lunare dura circa 29 giorni e mezzo. Il sistema più comune usa un disco con 59 denti e due lune dipinte, che avanza di un dente al giorno: ogni luna attraversa la finestrella in 29,5 giorni. Poiché il mese lunare vero dura 29,53 giorni, l’indicazione accumula un giorno di errore ogni due anni e mezzo circa e va ritoccata di tanto in tanto.

Una storia dalla tasca al polso

Le indicazioni del calendario sono antiche quasi quanto l’orologio portatile. Nel 1762 Thomas Mudge, l’inventore dell’ancora, realizzò un orologio da tasca con calendario perpetuo che è uno dei primi di cui si abbia notizia.

La finestrella della data come la conosciamo ha però una storia più recente. L’11 giugno 1890 l’orologiaio Jean-Louis Jeanmaire di Orvin, vicino a Bienne, ottenne un brevetto svizzero per un sistema con dischi sotto il quadrante che mostravano giorno, data e mese attraverso aperture; nel 1892 ne brevettò una versione con due dischi per la data. All’inizio degli anni Trenta comparvero i primi orologi da polso con finestrella della data: nel 1930 la Graef & Co. depositò un brevetto per un «orologio calendario» con la data a ore 3, e lo stesso anno la Marlys pubblicizzava un Date Watch da polso.

Fra le complicazioni di lusso, il primato del calendario perpetuo da polso spetta a Patek Philippe: la referenza 97975, completata nel 1925, usava un movimento del 1898 nato per un orologio da pendente. Fu venduta nel 1927 al collezionista americano Thomas Emery.

Il Datejust e la data «per tutti»

Rolex Oyster Perpetual Datejust referenza 16013 con quadrante champagne e lente Ciclope sulla data.

Un Rolex Datejust referenza 16013: la finestrella a ore 3 e la lente Ciclope sul vetro.

Il momento che fece della data una caratteristica quasi standard arrivò nel 1945, quando Rolex celebrò i suoi quarant’anni con il Datejust. Rolex lo presenta come il primo cronometro da polso automatico con la data in una finestrella sul quadrante. La prima referenza, la 4467, era in oro giallo 18 carati, con la cassa impermeabile Oyster e il nuovo bracciale Jubilee.

I primi Datejust cambiavano la data in modo graduale, poco prima della mezzanotte. Dal 1955 lo scatto divenne istantaneo. Nei primi anni Cinquanta Rolex aggiunse sul vetro la lente d’ingrandimento detta Ciclope, che ingrandisce il numero della data. Nel 1956 arrivò il Day-Date, il primo orologio da polso a indicare per esteso, in una finestrella a ore 12, anche il giorno della settimana.

Consigli pratici

In pratica, con il tuo orologio

  • Mai la data fra le 21 e l’una. È la regola più importante. Se dovete regolare un datario, portate prima le lancette su un orario sicuro, per esempio le 6, correggete la data, poi regolate l’ora.
  • Mattina o sera? Dopo aver regolato la data, fate avanzare le lancette e guardate quando la data cambia: se scatta intorno a mezzogiorno, l’orologio è «indietro di 12 ore». Fate fare alle lancette un altro giro completo.
  • Fine mese. Con un datario semplice ricordatevi del 30 aprile, giugno, settembre e novembre, e della fine di febbraio.
  • Datario che non scatta o scatta a metà. Un disco che si ferma a metà strada, o una data che non cambia del tutto, indica di solito olio secco, un saltarello stanco o un dito piegato. È un intervento da fare in revisione, non da forzare con la corona.
  • Calendari perpetui: non fermarli. Se un perpetuo resta fermo per giorni, la correzione può essere lunga e delicata. Seguite il manuale del costruttore o affidatevi a un orologiaio: correggere i singoli indicatori nell’ordine sbagliato può danneggiare il meccanismo.

Domande frequenti

Perché non si può cambiare la data di sera?
Perché fra le 21 e l’una circa il meccanismo che fa avanzare la data è già in presa sul disco. Forzando il disco con la correzione rapida si rischia di piegare o rompere i componenti. I manuali di molti costruttori, come Seiko, lo indicano espressamente.
Che differenza c’è fra calendario annuale e perpetuo?
L’annuale conosce la differenza fra mesi di 30 e 31 giorni, ma va corretto ogni anno alla fine di febbraio. Il perpetuo conosce anche la durata di febbraio e gli anni bisestili, e non va corretto fino al 2100.
Il Rolex Datejust è stato il primo orologio con la data?
No: finestrelle della data compaiono nei brevetti svizzeri dal 1890 e negli orologi da polso già nei primi anni Trenta. Il Datejust del 1945 è però il primo cronometro automatico da polso con la data in finestrella, ed è quello che ha reso la data una caratteristica comune.

Fonti

  1. Vintage Watch Straps — The Date Window (brevetti Jeanmaire, Graef, Marlys; Datejust e Ciclope)
  2. Rolex — Datejust (sito ufficiale)
  3. Wikipedia (en) — Rolex Datejust
  4. Seiko — How to set the time and date, manuale dei calibri 4R35/4R36
  5. Revolution — The entire history of Patek Philippe’s perpetual calendars
  6. Watches of Switzerland — Date, Day-Date and Calendar watches
  7. Gear Patrol — Watchmaking firsts: the date window