APPROFONDIMENTO / Storia

ETA: dalla fabbrica di Grenchen al motore di mezza Svizzera

Come un ramo di Eterna è diventato il più grande produttore di movimenti svizzeri, fra cartelli di Stato, crisi del quarzo, la nascita della Swatch e le battaglie con l’antitrust.

7 min di lettura8 fontiFonti consultate il 12–29 ottobre 2026

Un’industria fatta di abbozzi

Per capire che cosa sia ETA bisogna partire da una parola francese: ébauche, abbozzo. Nell’orologeria svizzera tradizionale l’abbozzo è il movimento grezzo, cioè platina, ponti e ruote principali, senza scappamento, spirale, quadrante e finiture. Per tutto l’Ottocento e buona parte del Novecento poche fabbriche specializzate producevano abbozzi in grande serie e li vendevano a centinaia di case, che li completavano, li rifinivano, li incassavano e vi apponevano il proprio nome.

È un sistema che spiega perché sotto quadranti di marchi molto diversi si trovino spesso movimenti con la stessa architettura. Ed è il terreno da cui è cresciuta ETA.

Grenchen, 1856

La sede principale di ETA a Grenchen, nel canton Soletta.

L’edificio principale di ETA a Grenchen.

Nel 1856 a Grenchen, nel canton Soletta, il maestro di scuola Urs Schild e il medico Joseph Girard aprirono una fabbrica di abbozzi. La ditta crebbe, cambiò nome più volte e diede origine al marchio Eterna. Dentro l’azienda la produzione dei movimenti finì per avere un’identità propria: il nome ETA appare nelle pubblicità già nel gennaio 1923.

Grenchen, in quegli anni, era una piccola capitale dell’abbozzo. Nella stessa città lavorava anche la A. Schild SA (AS), destinata a diventare uno dei maggiori produttori di calibri economici e di qualità media del Novecento.

Fontainemelon, 1793

ETA indica però come propria data di fondazione un anno ben più antico, il 1793. Quell’anno quattro maestri orologiai aprirono a Fontainemelon, nel canton Neuchâtel, il primo laboratorio di abbozzi del gruppo: la futura Fabrique d’Horlogerie de Fontainemelon (FHF). Per due secoli FHF e Grenchen vissero storie separate; le ricongiunsero le concentrazioni del Novecento.

Il secolo dei cartelli

Negli anni Venti l’orologeria svizzera soffriva di un problema che sembra paradossale: il successo degli abbozzi svizzeri all’estero. Molti produttori esportavano movimenti smontati, il cosiddetto chablonnage, che venivano assemblati in altri Paesi per evitare i dazi sugli orologi finiti. Così facendo, alimentavano la concorrenza straniera.

La risposta fu una serie di concentrazioni:

  • 1926–1927. A. Schild, Adolphe Michel e FHF si uniscono in Ebauches SA, una holding che negli anni seguenti raccoglierà quasi tutte le fabbriche di abbozzi.
  • 1931. Con l’appoggio della Confederazione e delle banche nasce l’ASUAG (Allgemeine Schweizerische Uhrenindustrie AG), holding destinata a controllare la produzione delle parti essenziali: abbozzi, assortimenti, spirali.
  • 1932. Eterna entra nell’ASUAG e viene divisa in due: da una parte gli orologi finiti con il marchio Eterna, dall’altra la produzione di movimenti, che diventa ETA SA Fabriques d’Ebauches.

Lo Stato fece la sua parte con quello che si chiamò lo statuto orologiero: dal 1934 servì un permesso federale per aprire nuove fabbriche e per esportare, e dal 1936 i prezzi concordati fra le associazioni di categoria divennero obbligatori. Un sistema rigidissimo, ammorbidito dal 1952 e smontato progressivamente fino al 1971; sopravvisse solo il controllo ufficiale della qualità degli orologi esportati.

Nei decenni dello statuto, la produzione era suddivisa con precisione fra le fabbriche del gruppo. Negli anni Cinquanta ETA fu tra le poche autorizzate a produrre movimenti automatici, una specializzazione che si sarebbe rivelata decisiva.

La crisi e la Swatch

Negli anni Settanta l’orologeria svizzera visse la sua crisi più grave, raccontata nel dettaglio nell’articolo dedicato alla crisi del quarzo. Il paradosso è che proprio il gruppo Ebauches SA era stato fra i pionieri dell’orologio elettronico svizzero: era il maggiore azionista del Centre Électronique Horloger di Neuchâtel, che nel 1967 presentò i primi prototipi svizzeri al quarzo, e nel 1970 lanciò alla fiera di Basilea il calibro Beta 21.

Dal 1978 alla guida di ETA c’era Ernst Thomke. Sotto la sua direzione ETA si fuse nel 1979 con A. Schild e produsse due oggetti simbolo:

  • Delirium (1979). Un orologio al quarzo in cui la cassa stessa faceva da platina del movimento: la prima versione aveva componenti alti appena 1,98 mm, ridotti a 0,98 mm l’anno seguente. Una dimostrazione di forza tecnica, nella fascia alta.
  • Swatch (1983). Il calibro 500 della Swatch Gent era progettato per la produzione automatizzata in grandi volumi: cassa in plastica, pochi componenti, montaggio a macchina. Un orologio svizzero, al quarzo, economico e di moda: esattamente ciò che sembrava impossibile pochi anni prima.

Lo stesso anno, il 1983, i due grandi gruppi in difficoltà, l’ASUAG e la SSIH (Omega e Tissot), si fusero su indicazione del consulente Nicolas G. Hayek. La nuova società fu ribattezzata SMH (Société de Microélectronique et d’Horlogerie) e, nel 1998, Swatch Group. Nel 1985 tutte le fabbriche di abbozzi del vecchio Ebauches SA confluirono in un’unica impresa: ETA SA.

I calibri che hanno fatto la storia

Il movimento ETA 2824 visto da vicino attraverso il fondello trasparente di un orologio Stowa.

Un ETA 2824 visto dal fondello.

Guy Sie / Wikimedia CommonsCC BY-SA 2.0 · Immagine ridimensionata

Dopo la crisi, ETA si trovò a ereditare i calibri migliori delle fabbriche assorbite, da Valjoux a Peseux, da Unitas a Lemania, oltre ai propri. Alcuni di essi sono ancora oggi il punto di riferimento dell’orologeria meccanica svizzera.

CalibroTipoPerché conta
ETA/Unitas 6497 e 6498Manuale, grande diametroNati come movimenti da tasca, sono la base di moltissimi orologi da polso di grandi dimensioni e dei primi lavori degli allievi orologiai
ETA 2824-2Automatico, 25 rubini, 28.800 A/hIl «trattore» dell’orologeria svizzera: prodotto in quattro esecuzioni, da Standard a Cronometro, monta in orologi di decine di marchi
ETA 2892-A2Automatico sottile, 21 rubiniProgetto degli anni Settanta per orologi più sottili e di fascia alta
Valjoux 7750Cronografo automaticoIl cronografo meccanico più diffuso al mondo, base di molti calibri «di casa»

Il 2824-2 è un buon esempio di come lavora ETA. Lo stesso calibro viene offerto in più gradi di finitura e regolazione: lo Standard è regolato in due posizioni, con una marcia media di ±12 secondi al giorno; l’Elaboré in tre posizioni (±7 s/g); il Top in cinque posizioni (±4 s/g), con spirale e bilanciere migliori e antiurto Incabloc al posto dell’Etachoc; il Cronometro supera le prove del COSC. Due orologi con «ETA 2824» scritto nella scheda possono quindi avere movimenti di livello diverso.

Troppo grande: ETA e l’antitrust

La forza di ETA è diventata anche un problema. Trovandosi a fornire buona parte dei movimenti meccanici svizzeri, anche a marchi concorrenti dello Swatch Group, l’azienda è stata più volte al centro delle indagini della Commissione federale della concorrenza (COMCO).

All’inizio degli anni Duemila Swatch Group annunciò di voler ridurre le forniture a terzi. Dopo una lunga istruttoria, alla fine del 2013 la COMCO approvò un accordo: ETA avrebbe continuato a fornire ai clienti di allora quantità decrescenti di movimenti meccanici, calcolate sulla media 2009–2011: il 75% nel 2014–2015, il 65% nel 2016–2017 e il 55% nel 2018–2019, trattando tutti i clienti allo stesso modo. Nel luglio 2020 la COMCO concluse che il mercato aveva reagito come previsto e non impose nuovi obblighi, pur ritenendo ETA ancora in posizione dominante.

In quegli anni sono cresciuti produttori alternativi e molti marchi hanno sviluppato o acquistato propri calibri. Ma l’impronta di ETA resta ovunque, anche nei movimenti che ne riprendono, per scadenza dei brevetti, l’architettura.

Consigli pratici

In pratica, con il tuo orologio

  • Un ETA non è un difetto. Un orologio con movimento ETA non è un orologio «minore»: monta un calibro collaudato da decenni, che qualsiasi orologiaio competente sa revisionare.
  • Ricambi e costi. Proprio la diffusione rende i calibri ETA fra i più semplici da riparare. Negli ultimi anni però la distribuzione dei ricambi originali ai laboratori indipendenti è diventata più selettiva: chiedete al vostro orologiaio se ha accesso ai pezzi.
  • Leggere la sigla. Su un vintage la sigla del calibro è spesso incisa sotto il bilanciere o sotto il rotore, a volte con il marchio della fabbrica d’origine: AS, FHF, Peseux, Unitas, Valjoux, ETA. È la chiave per ricostruire la storia del movimento.
  • Grado di finitura. Per un 2824-2 o un 2892-A2 recenti, cercate di sapere quale esecuzione monta l’orologio: la differenza fra Standard e Top non si vede dal quadrante, ma nella marcia sì.

Domande frequenti

Eterna ed ETA sono la stessa azienda?
Hanno la stessa origine: la fabbrica di Grenchen del 1856. Dal 1932 sono due società distinte: Eterna produce orologi finiti, ETA movimenti.
Perché tanti marchi diversi usano movimenti ETA?
Per tradizione: l’orologeria svizzera si è sempre divisa fra produttori di abbozzi e case che li completano. Dopo le concentrazioni del Novecento e la crisi del quarzo, ETA si è trovata a essere quasi l’unico grande fornitore rimasto.
Un movimento ETA è una «manifattura»?
ETA produce in proprio quasi tutti i componenti dei suoi movimenti, tranne le spirali, che vengono dalla consociata Nivarox. In questo senso è a tutti gli effetti una manifattura, anche se i suoi calibri finiscono in orologi di marchi diversi.

Fonti

  1. ETA SA — History (sito ufficiale)
  2. Swatch Group — Swatch Group history (sito ufficiale)
  3. Dizionario storico della Svizzera (HLS/DHS/DSS) — voce Horlogerie
  4. Commissione federale della concorrenza (COMCO) — comunicato del 15 luglio 2020 sulle forniture di movimenti meccanici
  5. Swatch Group — Mechanical movements: COMCO’s dictate harms the Swiss watch industry, 2019
  6. Watch-Wiki — ETA
  7. Wikipedia (en) — ETA SA
  8. ETA — Technical Communication 2824-2, 06.10.2022