APPROFONDIMENTO / Storia

Zenith: Le Locle, la manifattura e il salvataggio dell’El Primero

Dalla fabbrica delle Billodes, dove Georges Favre-Jacot riunì tutti i mestieri sotto un tetto, al cronografo automatico a 5 Hz, fino all’orologiaio che nascose piani e attrezzi in soffitta per salvarlo dal quarzo.

7 min di lettura7 fontiFonti consultate il 12–29 ottobre 2026

Le Billodes: la nascita di una manifattura

Ritratto fotografico di Georges Favre-Jacot, fondatore di Zenith.

Georges Favre-Jacot (1843–1917), orologiaio e industriale, fondatore della futura Zenith.

Georges-Emile Favre-Bulle nacque a Le Locle nel 1843, in una famiglia di orologiai: un prozio, Frédéric-Louis Favre-Bulle, era stato costruttore di cronometri da marina. Lasciò la scuola a nove anni per imparare il mestiere, come apprendista pivoteur (il tornitore dei perni) e montatore di scappamenti. Nel 1863 sposò Louise-Philippine Jacot-Descombes, figlia di orologiai, e prese il nome di Georges Favre-Jacot. Due anni dopo, nel 1865, con la modesta dote della moglie, aprì un laboratorio di abbozzi nei dintorni di Le Locle.

Quello che rende Favre-Jacot importante non è la data di fondazione, ma l’idea. Nel Giura del tempo un orologio nasceva dal lavoro di decine di artigiani sparsi nelle case e nelle botteghe, coordinati da un établisseur. Favre-Jacot scelse la strada opposta: riunire tutti i mestieri in un unico luogo, standardizzare i componenti, renderli intercambiabili e controllare la produzione dall’inizio alla fine. Il modello erano le fabbriche americane, che Favre-Jacot vide da vicino visitando l’Esposizione del centenario di Filadelfia nel 1876.

Dal 1872 l’attività si stabilì in rue des Billodes, a Le Locle, e da lì cominciò a crescere: nel 1877 un nuovo edificio che si può considerare la prima vera «fabbrica» orologiera di Le Locle, poi negli anni Ottanta uffici, una fabbrica di casse, una sala macchine. Il gas arrivò nel 1879, la macchina a vapore nel 1882, il telefono nel 1884. Ci vollero una trentina d’anni per completare il progetto, ma alla fine nelle Billodes si faceva tutto. La manifattura si trova ancora oggi nello stesso luogo.

Favre-Jacot fu anche un imprenditore curioso del suo tempo, nell’industria come nell’architettura: la sua villa di Le Locle fu progettata da un giovane Le Corbusier.

Da Favre-Jacot a Zenith

L’azienda cambiò nome più volte: prima Fabrique des Billodes, poi Georges Favre-Jacot & Cie. Nel frattempo uno dei suoi orologi da tasca aveva avuto un successo particolare: si chiamava Zenith, il punto più alto raggiunto da un astro nel suo percorso in cielo. Nel 1911 Favre-Jacot passò la guida al nipote James Favre, che diede a tutta l’azienda il nome di quel modello. Il fondatore morì nel 1917.

Gli anni seguenti furono di crescita. Un primo cronografo da tasca nel 1899, il Grand Prix all’Esposizione universale di Parigi del 1900, filiali a Mosca (1908), Parigi (1909), Vienna (1910), Londra (1914) e New York (1936). Nel 1925 la fabbrica dava lavoro a mille persone. Accanto agli orologi da polso, che arrivarono negli anni Venti, Zenith produsse per mezzo secolo strumenti di bordo per aerei, auto, camion e locomotive.

La cronometria

Come altre grandi case, Zenith fece della precisione il proprio biglietto da visita. Partecipò con regolarità ai concorsi dell’Osservatorio di Neuchâtel, dove ottenne il primo posto nel 1903. Nel 1948 nacquero il calibro automatico 133 e il calibro manuale 135, pensato per la cronometria: in versione da concorso, il 135-O vinse il primo premio a Neuchâtel per cinque anni consecutivi, dal 1950 al 1954. Nel complesso, Zenith rivendica oltre 2.300 premi di cronometria.

Nel 1960 l’azienda acquisì la Martel Watch Co. di Les Ponts-de-Martel, specialista di cronografi e cronometri, a cui si devono il cronografo Zenith 146 e la serie dei calibri 25xx. Fu negli ateliers Martel che nacque il calibro più famoso della casa.

El Primero, 1969

Il movimento El Primero visto da vicino, con il rotore e il bilanciere a 36.000 alternanze l’ora.

Il movimento El Primero, cronografo automatico a 5 Hz.

Eric Kilby / Wikimedia CommonsCC BY-SA 2.0 · Immagine ridimensionata

Zenith cominciò a lavorare a un cronografo automatico nel 1962, con l’idea di presentarlo per il centenario della casa, nel 1965. Ci vollero sette anni. Il 10 gennaio 1969 fu presentato il calibro 3019 PHC, chiamato El Primero, «il primo» in spagnolo.

Le sue caratteristiche erano ambiziose anche per gli standard di oggi:

  • Carica automatica integrata, con il meccanismo del cronografo progettato insieme al movimento e non aggiunto come modulo.
  • Ruota a colonne per comandare avvio, arresto e azzeramento.
  • 36.000 alternanze l’ora (5 Hz): il bilanciere compie dieci alternanze al secondo, e la lancetta del cronografo può quindi misurare il decimo di secondo. Lo scappamento ad alta frequenza fu sviluppato con le Fabriques d’Assortiments Réunies.
  • Data e piccoli secondi, in un movimento compatto.

Nello stesso anno, come raccontiamo nell’articolo sul cronografo, anche il consorzio Heuer-Breitling-Hamilton-Büren e Seiko presentarono i loro cronografi automatici. Chi sia arrivato davvero primo dipende da che cosa si conta: annuncio, presentazione o consegna ai negozi. Zenith fu la prima a presentare un cronografo automatico completo, e il suo resta l’unico dei tre ad alta frequenza.

Il quarzo e la soffitta

L’El Primero arrivò nel momento sbagliato. Proprio nel 1969 Seiko presentò l’Astron, il primo orologio da polso al quarzo in commercio, e il mercato stava per cambiare per sempre. Zenith cercò alleanze: nel 1967 era nata una holding con Movado, poi allargata a Mondia; all’inizio degli anni Settanta l’azienda finì sotto il controllo dell’americana Zenith Radio Corporation, che aveva lo stesso nome ma faceva radio e televisori. La nuova proprietà puntò sul quarzo. Intorno al 1975 fu deciso di abbandonare la produzione di movimenti meccanici, e attrezzi e macchinari dovevano essere venduti o rottamati.

È qui che entra in scena Charles Vermot, uno degli orologiai che avevano lavorato all’El Primero e responsabile di reparto. Convinto che la meccanica sarebbe tornata, Vermot raccolse di nascosto i piani tecnici, le schede di lavorazione e gli attrezzi necessari a produrre ogni componente dei calibri 3019 e 2572, li etichettò con cura e li murò in un sottotetto della fabbrica. Per anni nessuno, nemmeno la sua famiglia, seppe che cosa aveva fatto.

Nel 1978 la Zenith Radio Corporation vendette l’azienda, in grave difficoltà, al gruppo di microtecnica Dixi di Le Locle. Zenith sopravvisse a fatica, mentre molti concorrenti chiudevano.

Il ritorno: Ebel, Rolex e LVMH

Orologio Zenith El Primero «Tribute to Charles Vermot» con i tre contatori del cronografo.

Un El Primero dedicato a Charles Vermot, l’orologiaio che salvò il calibro.

All’inizio degli anni Ottanta la meccanica tornò a interessare. Ebel cercava un cronografo automatico di qualità; poi arrivò Rolex, che voleva un movimento automatico per il suo Daytona. Fu allora che Vermot rivelò il suo segreto e accompagnò i dirigenti nella soffitta. Grazie al materiale conservato, Zenith poté riprendere la produzione dell’El Primero nel 1984 e fornirlo anche ad altri marchi. Rolex lo usò, profondamente modificato, nel Daytona dal 1988 al 2000.

Nel 1994 arrivò il calibro Elite, automatico sottile e modulare, il primo della casa progettato al computer. Nel 1999 Zenith fu acquistata dal gruppo LVMH. L’El Primero, intanto, ha superato le settanta varianti ed è ancora oggi il cuore dei cronografi Zenith.

Una storia in date

AnnoEvento
1865Georges Favre-Jacot apre il suo laboratorio a Le Locle
1872–1890Costruzione della manifattura delle Billodes
1900Grand Prix all’Esposizione universale di Parigi
1911L’azienda prende il nome Zenith
1948Calibri 133 automatico e 135 cronometrico
1950–1954Il 135-O vince cinque anni di fila a Neuchâtel
1960Acquisizione di Martel Watch
1969Presentazione dell’El Primero, 10 gennaio
~1975Stop alla meccanica; Charles Vermot nasconde piani e attrezzi
1978Vendita al gruppo Dixi
1984Ritorno dell’El Primero
1988–2000L’El Primero equipaggia il Rolex Daytona
1999Acquisizione da parte di LVMH

Consigli pratici

In pratica, con il tuo orologio

  • Riconoscere un movimento Zenith d’epoca. La firma «Zenith» è di solito incisa sul ponte; la sigla del calibro si trova sotto il bilanciere o sulla platina. I calibri manuali degli anni Quaranta–Sessanta sono robusti e apprezzati dagli orologiai.
  • El Primero e alta frequenza. Un movimento a 5 Hz lavora più velocemente e sollecita di più olii e componenti: rispettate gli intervalli di revisione e affidatelo a un laboratorio con esperienza sul calibro.
  • Cronografi Martel e Zenith. Molti cronografi Zenith fra gli anni Quaranta e Sessanta montano calibri d’origine Martel: non è un difetto, ma fa parte della storia del modello e va verificato prima dell’acquisto.
  • Attenzione ai quadranti rifatti. Come per tutte le marche ricercate, controllate che quadrante, lancette e cassa siano coerenti con la referenza e con l’epoca del movimento.

Domande frequenti

Perché si chiama Zenith?
Dal nome di un orologio da tasca di successo della casa, che richiamava lo zenit, il punto più alto del percorso di un astro nel cielo. Nel 1911 il nome fu esteso all’intera azienda.
L’El Primero è stato davvero il primo cronografo automatico?
Fu il primo a essere presentato al pubblico come cronografo automatico completo, il 10 gennaio 1969. Nello stesso anno arrivarono anche il Calibre 11 del consorzio Heuer-Breitling e il Seiko 6139: per questo il primato viene ancora discusso.
Che cosa nascose Charles Vermot?
Secondo la stessa Zenith, i piani tecnici e gli attrezzi necessari a produrre ogni componente dell’El Primero, che murò in una parte nascosta del sottotetto della manifattura. Senza quel materiale, riprendere la produzione nel 1984 sarebbe stato molto più difficile.

Fonti

  1. Zenith — Charles Vermot (sito ufficiale)
  2. Wikipédia (fr) — Zenith (entreprise)
  3. Wikipédia (fr) — Georges Favre-Jacot
  4. Wikipedia (en) — Zenith (watchmaker)
  5. Phillips — Arthur Touchot, Five key dates: the Zenith El Primero
  6. Watchonista — In-Depth: The Secrets Of The Legendary Zenith El Primero
  7. Zenith — Chronomaster Sport e El Primero, 2026